Alimento antichissimo, deriva il suo nome dalla parola turca yoğur, letteralmente mescolare, ma sulle origini dello yogurt non si hanno notizie certe. È probabile che sia nato per errore. Del latte dimenticato da un pastore in un otre di pelle e venuto a contatto con qualche fonte di calore: probabilmente è così che l’uomo ha scoperto lo yogurt. Si ritiene che siano state le popolazioni bulgare e protobulgare a diffonderlo.
In seguito ai contatti culturali ed alle migrazioni dei popoli che già lo usavano presso di loro, l’uso dello yogurt si diffuse presto in tutto l’Occidente fra i fenici, i greci, gli egizi ed i romani. Il noto medico ellenico Galeno, vissuto nel II secolo d.C. descrive le eccezionali azioni benefiche dello yogurt sull’intestino e sul fegato. L’opera di diffusione continuò, al contempo, in Oriente: se ne trova traccia nelle novelle de Le mille e una notte, d’uso diffuso, quindi, anche fra gli Arabi. Ancora compare del latte fermentato nelle cronache dei Crociati e la leggenda vuole che Francesco I di Francia debba una prodigiosa guarigione a una cura a base di Yogurt prescrittagli da un medico ebreo di Costantinopoli. Lo yogurt incontrò un eccezionale successo anche in India: infatti negli antichi testi ayurveda, lo yogurt è citato come simbolo di alimentazione sana e ancora oggi costituisce uno dei principali alimenti della dieta locale.
Chi ha dato allo yogurt una grandissima fama è stato il microbiologo russo Ilya Ilyich Metchnikov, ricercatore dell’Istituto Pasteur, che fu il primo a studiarlo in laboratorio per cercare di scoprire il segreto della longevità delle popolazioni bulgare che ne facevano largo consumo. Fu lui il primo a isolare il Lactobacillus bulgaricus, uno dei batteri responsabili della fermentazione del latte. E lo yogurt gli valse un Premio Nobel per la Medicina nel 1908.
Nel 1964, un’équipe di medici americani riferì di alcuni studi che associavano l’uso di latte fermentato alla prevenzione delle malattie alle coronarie, in relazione a ricerche effettuate sull’alimentazione del popolo Masai. Queste tribù, che presentavano un basso livello di colesterolo nel sangue, seguivano una dieta basata sul consumo regolare di latte fermentato. Tale preparato era ottenuto da determinati ceppi batterici cpaci di sviluppare un benefico processo di fermentazione che avrebbe condotto, secondo la teoria dei ricercatori, all’accumulo di n metabolita indicato come AMF (Anticholesteremic Milk Factor) caratterizzato da un’azione ipocolesterolemica. In Italia e in Europa, un prima diffusione commerciale dello yogurt avviene dopo la Seconda Guerra Mondiale e da allora, tramite lavorazioni sempre più specifiche ed elaborate, assumerà caratteristiche in grado di rispondere alle più svariate esigenze in termini nutritivi, dietetici, curativi e di piacevolezza per il palato.

I GUERRIERI INVINCIBILI DI GENGIS KHAN

I Mongoli furono grandi estimatori dello yogurt, ritenendolo un alimento fondamentale per il sostentamento, la forza fisica e la bellezza del corpo. A questa passione per lo yogurt viene legata una leggenda che vede protagonisti Gengis Khan e il suo corriere. Quest’ultimo, impegnato in una lunga traversata nelle steppe, fece sosta in un villaggio. Qui un nemico gli riempì una borraccia di latte, anziché di acqua, pensando che il latte si sarebbe guastato durante il tragitto e che il corriere avrebbe patito la sete e non sarebbe riuscito ad arrivare da Gengis Khan. Tuttavia il tranello ebbe esito opposto: il corriere, bevendo il latte ormai fermentato, ne ricavò l’energia necessaria per arrivare sano e salvo a destinazione. Gengis Khan, appresi gli effetti straordinari dello yogurt, ne impose l’uso a tutti i suoi guerrieri affinché ne traessero vigore e capacità di resistenza.